Microbiota cutaneo: il miglior amico della pelle
Ciò che non si vede è ciò che conta davvero.
La cute umana rappresenta la protezione del nostro organismo nei confronti dell'ambiente esterno, verso il quale si comporta da barriera contrastando le forze meccaniche, fisiche e chimiche avverse. Un organismo deve quindi svilupparsi in relazione all'ambiente per sopravvivere. La pelle è l'organo con la maggior estensione del nostro organismo. Anche se apparentemente liscia e compatta la sua superficie è in realtà segnata in tutta la sua estensione da solchi, più sottili o più profondi che nell'insieme delimitano tanti piccoli poligoni dermatoglifi.
A livello del palmo della mano e della pianta del piede questi risultano più evidenti tanto da divenire caratteristici dell'individuo e costituire un segno di sicura identificazione della persona. Ma il tessuto cutaneo ospita nella sua struttura altri importanti costituenti: gli annessi cutanei. Su tutta la cute, eccetto le zone palmari e plantari, sono presenti i peli, in alcune zone più sviluppati e in altre zone più sottili. Inoltre, su tutta la superficie sono presenti piccolissimi fori invisibili: sono gli sbocchi delle ghiandole sudoripare eccrine. La pelle è composta da una sovrapposizione di tre diversi strati:
• l'epidermide, lo strato più superficiale a contatto con l'ambiente;
• il derma, lo strato sottostante all'epidermide ed il costituente strutturale della cute:
• l'ipoderma, costituito da uno strato di cellule adipose poste al di sotto del derma, rappresenta il cuscinetto di grasso situato tra la pelle e gli organi sottostanti.
Tra l'epidermide e il derma si trova la giunzione dermo-epidermica.
Essa si presenta come una zona ondulata perché è il risultato di tante introflessioni del derma, chiamate papille dermiche, ed estroflessioni dell'epidermide, chiamate creste epidermiche. Lungo tutta la giunzione dermo-epidermica è posizionata una sottile membrana, chiamata membrana basale.
1. L'epidermide è costituita da strati di diversi tipi di cellule sovrapposte le une alle altre in un ordine ben definito. In essa ritroviamo quattro diversi tipi cellulari:
- I cheratinociti (devono il suo nome alla cheratina) nascono, crescono e muoiono
"risalendo" verso la superficie epidermica, cioè a mano a mano che maturano acquistano caratteristiche morfologiche particolari: questo meccanismo è definito turn over cellulare epidermico ed è alla base del continuo ed incessante rinnovarsi dell'epidermide. Si suddivide in:
- strato basale
- strato spinoso (o del Malpighi)
- strato granuloso
- strato lucido
- strato corneo.
- I melanociti le cellule preposte alla sintesi della melanina, pigmento responsabile del colore della nostra pelle. Il fenomeno dell'abbronzatura dopo l'esposizione solare è proprio dovuto alla distribuzione di melanina ai cheratinociti. La diversità di colorazione di pelle tra un individuo e l'altro o tra una specie e l'altra, non dipende dal numero di cellule melanocitarie, ma semplicemente da un maggiore numero di melanosomi all'interno della cellula.
- Le cellule di Langerhans situate sopra lo stato basale. La loro funzione è di
immunocompetenza. Esse si uniscono agli antigeni esogeni e li "presentano" ai linfociti T sia nella cute che nei linfonodi.
- Le cellule di Merkel vengono considerate dei recettori tattili, ovverosia delle strutture in grado di svolgere la funzione sensoriale del tatto.
2. Il derma è posizionato sotto l'epidermide. Il suo spessore è variabile da zona a zona e nelle diverse fasi della vita: tende a diminuire progressivamente con l'età. È formato da cellule, fibre e sostanza fondamentale e, a differenza dell'epidermide, è riccamente innervato e vascolarizzato. All'interno del derma sono presenti i mastociti, i linfociti e gli istiociti, impegnati soprattutto nella funzione di immunocompetenza. I fibroblasti producono diversi tipi di fibre (tra cui quelle di collagene) con diverse funzioni all'interno della cute. Il derma si divide in
• derma papillare;
• derma reticolare.
Il derma papillare è situato subito sotto l'epidermide. È responsabile della nutrizione dell'epidermide sovrastante e dei suoi annessi. Il derma reticolare, più profondo, è costituito da grandi fasci di fibre collagene, paralleli alla superficie epidermica. La sua funzione è quella di dare maggior sostegno alla struttura cutanea.
3. L'ipoderma si trova al di sotto del derma ed è costituito da adipociti.
Da cosa ci protegge la pelle?
Le funzioni della cute possono essere identificate in :
- funzione barriera: consiste nel salvaguardare la pelle evitando la penetrazione di sostanze chimiche nell'organismo e la fuoriuscita di sostanze fondamentali.
- funzione protettiva: sia da agenti biologici, come batteri, virus, miceti, sia da agenti fisici e chimici. Ugualmente le radiazioni solari vengono neutralizzate, almeno in parte, dalla melanina e dallo stesso corneo.
- funzione immunologica: la prima porta di ingresso per sostanze estranee e per batteri è la pelle. Essa, con le cellule di Langerhans, permette di individuarli e di preparare le difese.
- funzione secretiva: operata sia dalle ghiandole cutanee che dalla stessa epidermide. Sebo, sudore, lipidi epidermici assolvono più funzioni sia per la pelle stessa, proteggendola, sia assolvendo compiti per l'intero organismo. Il sudore, infatti, come la stessa cheratinizzazione, permette di espellere farmaci e sostanze dannose.
- funzione termoregolativa: perspiratio insensibilis, sudorazione e modificazioni della vascolarizzazione cutanea costituiscono i meccanismi messi in opera dalla pelle per consentirci di termoregolare, ovvero di adattare la nostra temperatura in funzione di quella ambientale.
- funzione sensitiva: la possibilità di sopravvivere nell'ambiente è legata alla capacità dell'individuo di essere in contatto con esso. La sensibilità cutanea consente all'individuo non solo il tatto, ma anche di riconoscere la propria posizione nello spazio e le sue variazioni.
- funzione di assorbimento: strettamente collegata con la funzione di barriera, questa prerogativa della pelle le permette di trasferire nella circolazione
sanguigna sostanze applicate su di essa. Questa importante funzione è sempre più sfruttata in medicina per evitare i danni che derivano dalla somministrazione orale di farmaci gastrolesivi.
Microbiota: l'alleato di salute e bellezza della nostra pelle.
La pelle non è solo lo strato superficiale che ricopre tutto il corpo, è molto altro. È un ecosistema a sé stante, fatto di microorganismi (come lieviti, funghi...), impossibili da vedere ad occhio nudo.
Quindi sulla pelle c'è vita?
Assolutamente sì!
È la nostra risposta. Tra i microorganismi che popolano la nostra cute ci sono anche i batteri che non sempre vanno identificati con qualcosa di negativo, anzi: in questo caso sono dei veri e propri alleati di salute e bellezza. Questo insieme di batteri buoni viene definito Microbiota Cutaneo. Molto spesso viene erroneamente chiamato Microbioma; ma in realtà tecnicamente questo termine fa riferimento al patrimonio genetico espresso dal microbiota. Il numero di questi microrganismi è molto elevato: ogni centimetro di pelle ne ospita più di un milione! Ma la distribuzione di questa folta popolazione, sulla superficie cutanea, non è omogena infatti dipende dal grado di idratazione, dai livelli di sebo e dalla maggiore o minore esposizione della zona. Vediamo ora da quali "esserini" è colonizzata la nostra cute:
- batteri della specie Staphylococcus e Corynebacterium tipici delle zone umide (ascelle , inguine, pianta del piede, ginocchio)
- batteri della specie Propionibacterium tipici delle zone sebacee come fronte, ali del naso, zona auricolare ( particolarmente alta è la loro concentrazione nei soggetti affetti da acne)
- funghi come la Malassezia (ormai assodato da anni responsabile della dermatite seborroica)
- acaro Demodex Folliculorum (che pare inneschi le reazione cutanee tipiche della rosacea).
L' alterazione del microbioma ha un ruolo importante nello scaturire di alcune patologie cutanee, ma non è sufficiente a determinarne l'insorgenza se non sono presenti, in concomitanza, anche fattori genetici e ambientali. Lo sviluppo del microbiota avviene nel momento della nascita ed è fortemente influenzato dal tipo di parto: con il parto naturale la mamma trasferisce tutto il proprio microbiota cutaneo al figlio; mentre in caso di parto cesareo viene influenzato dall'ambiente circostante e dal microbiota degli operatori che hanno partecipato alla procedura medica. Il microbiota non è identico in tutti gli individui ma è personale così come l'impronta digitale!
Cosa possono fare i prodotti cosmetici per preservare il microbiota?
Il proprio corredo microbico progredisce fino ai 3 anni di età, subisce alcune variazioni durante la pubertà, per poi trovare un proprio equilibrio e stabilizzarsi. Questo equilibrio tra i microorganismi presenti può essere disturbato da diversi fattori come: alimentazione, stile di vita, farmaci, ma anche l'utilizzo di prodotti cosmetici.
Una composizione microbica disturbata può favorire il predominio di specie patogene che causano infezioni cutanee o influenzano negativamente alcune malattie dermatologiche come acne, dermatite atopica, rosacea. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che mantenere, o ripristinare, l'equilibrio del microbiota cutaneo, è fondamentale per il benessere della pelle.
A tale proposito: cosa possono fare i cosmetici?
In questi ultimi anni le ricerche hanno dimostrato che l'applicazione di prodotti cosmetici a base di prebiotici e probiotici, aiuta a mantenere o a ripristinare l'equilibrio del microbiota migliorando così la funzione barriera e l'idratazione cutanea, se non addirittura contribuire a migliorare le manifestazioni di disturbi dermatologici.
I prebiotici sono il nutrimento dei batteri "buoni" e rappresentano il terreno fertile sul quale i probiotici possono vivere, riequilibrano la microflora e ottimizzano l'ambiente. L'applicazione di creme (shampoo, lozioni per capelli) a base di prebiotici può essere benefica in quanto aiuta a preservare i batteri sani esistenti ed inoltre favorisce la crescita e la sopravvivenza dei probiotici già presenti nel microbiota cutaneo. Mentre i prebiotici sono sostanze inerti come fibre e zuccheri (inulina, glicosamminoglicani, lattulosio...) che vengono prodotti per via biotecnologica o estratti da fonte vegetale; ben diverso è il discorso per quanto riguarda i probiotici. Quest'ultimi sono i cosiddetti batteri buoni che rinforzano la barriera cutanea e regolano la produzione di sebo. In genere i più utilizzati sono i lactobacilli e i bifido bacilli, ma in quanto microorganismi viventi possono andare a compromettere la stabilità e la sicurezza del prodotto cosmetico finito, a tale scopo si utilizzano le forme inattive (come i lisati) o derivati. Applicare una crema o una soluzione probiotica sulla pelle può aiutare a gestire l'equilibrio dei batteri sani. I probiotici possono aiutare a ridurre il pH della pelle, acidificandone leggermente la superficie, per continuare a ridurre la crescita dei batteri esterni e promuovere il prosperare di batteri sani sulla pelle. Fornendo i nutrimenti fondamentali al nostro microbiota la pelle ne gioverà perché il suo equilibrio determina la salute e la bellezza della nostra pelle. Quindi se la tua pelle si trova in un momento di criticità inserire prodotti a base di prebiotici e probiotici potrebbe rappresentare un ottima soluzione, prova e la tua pelle ti ringrazierà!
Le autrici
Dr.sse Eleonora Bianchi & Francesca Ciccolella
Laureate in Scienze e tecnologie dei prodotti cosmetici, cosmetologhe, addette al reparto dermocosmesi
eleonora.bianchi@farmaciacorsetti.it
francesca.ciccolella@farmaciacorsetti.it