UN VIAGGIO NELL'ANTICA SPEZIERIA MONASTICA DELLA BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA
Avete mai visitato l'Abbazia a due passi dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura? Questo luogo è particolarmente significativo perché da molti secoli ospita una delle più importanti comunità monastiche benedettine di Roma, custode non solo di tesori inestimabili dell'arte cristiana ma promulgatrice essenziale della tradizione speziale degli antichi.
Oggi io e le dottoresse Camilla e Jessica, responsabili del laboratorio galenico della Farmacia Corsetti, ci troviamo nel giardino monastico dell' Abbazia benedettina di San Paolo fuori le mura. Qui i monaci, da oltre 1300 anni, coltivano piante medicinali come raccomandato da San Benedetto nella sua famosa "Regola". Egli affermava: "degli infermi si deve avere cura prima di tutto e al di sopra di tutto, cosicché si serva a loro come a Cristo in persona", ovvero bisogna aver cura soprattutto degli infermi e dei malati. Fu così che all'interno delle grandi Abbazie benedettine europee ma anche italiane, come questa di San Paolo, nascono gli orti dei semplici dove venivano coltivate piante officinali. In particolare un monaco infirmarius, grazie alle sue competenze e alle nozioni di medicina apprese da antichi manuali, le raccoglieva e le lavorava per ottenere dei rimedi fitoterapici noti come medicina simplex, destinata ai monaci stessi, ai bisognosi e ai pellegrini di passaggio. Questi preziosi medicamenti erano venduti nella farmacia interna al monastero nota come spezieria. Grazie all'hortus sanitatis, quindi, la spezieria aprì la strada ad un pubblico piu' vasto, divenendo in breve tempo una vera e propria farmacia, dove si poteva trovare qualsiasi rimedio.
IL "PARADISO TERRESTRE" A ROMA
Molteplici sono i rimedi fitoterapici proposti nella spezieria di San Paolo per la cura di diversi disturbi e patologie, da quelle gastriche a quelle respiratorie e metaboliche, fino alle patologie connesse con il disturbo del sonno. Il giardino monastico è stato ideato per curare l'uomo in toto, non a caso ospita diverse piante citate nel vecchio e nel nuovo Testamento. Percorrere il giardino è una sorta di preghiera continua che il monaco e il visitatore sono chiamati a compiere. Corpo e anima vanno sempre di pari passo, non si può avere una guarigione del corpo se non si ha un'attenzione particolare all'anima.
E' questo un luogo di pace e bellezza, in cui passeggiare, meditare, sostare e pregare. Il giardino è concepito come un'umile ricostruzione del Paradiso Terrestre con i suoi alberi "graditi alla vista e buoni da mangiare" e le sue erbe in grado di restituire la salute. Nel giardino crescono piante ricche di simboli. Ci sono l'olivo e la palma, simboli di bellezza e pace, il maestoso cedro e il fico, una delle 7 piante della Terra Promessa. Svetta il cipresso, utilizzato da Noè nella costruzione dell'arca, e vive il cardo mariano che ricorda la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso.
Ci si immerge in un profumo di antico e autentico. Tutto, dagli alberi, alle erbe, agli animali e pietre nobili, possiede una forza terapeutica nascosta.
Le piante da fiore sono state scelte in modo che in ogni periodo dell'anno ci siano cespugli ed alberi fioriti. In autunno, grazie ad un particolare microclima, si realizza la cosiddetta "piccola primavera" in cui alcuni fiori rinascono quasi a salutarci prima della pausa invernale.
Nella prima sezione del giardino sono coltivate le piante dedicate alla badessa benedettina e primo dottore donna della Chiesa Ildegarda di Bingen che scrisse due trattati enciclopedici che raccoglievano tutto il sapere medico e botanico del suo tempo. Nelle altre nove sezioni sono raggruppate le piante officinali utilizzate nella cura di vari problemi di salute relativi ai vari sistemi ed apparati del corpo umano.
Tutto segue un senso logico. Proseguendo la visita scopriamo anche le piante insidiose o velenose che hanno comunque i loro risvolti positivi , a ricordarci che anche il male può diventare bene.
In questo viaggio intriso di odori e sapori di antico, passiamo dal giardino vivente al "giardino di pietra", come viene definito lo splendido chiostro duecentesco dei Vassalletto, uno dei tesori dell'arte medievale romana.
Il concetto di pharmacia, dunque, nasce proprio in questi luoghi colmi di storia, di bellezza ed unicità. Sono i monaci speziali, che con il loro sapere e amore per le piante, hanno lasciato il testimone al farmacista moderno nel suo ruolo di preparatore di prodotti medicinali.
Terminiamo la visita e usciamo da questo angolo di paradiso portandoci dentro un passato affascinante che ci spinge con forza verso un futuro di farmaciste 3.0.
L'AUTORE
Dr.ssa Ilaria Taglieri
Laureata in farmacia, appassionata di fitoterapia e medicina naturale
ilaria.taglieri@farmaciacorsetti.it